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TARI 2025: tutto come previsto

  • Immagine del redattore: ispra cresce
    ispra cresce
  • 2 lug 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 22 lug 2025


Nel consiglio comunale del 30 giugno sono state approvate le nuove tariffe sui rifiuti (TARI) per l’anno 2025. Le cifre sono quelle definite nel Piano Economico Finanziario (PEF) 2024–2025, approvato dal consiglio comunale nell’aprile 2024, con l'eccezione dell’introduzione di 6 euro in più per ogni utenza, previsti a livello nazionale da ARERA per finanziare il nuovo bonus sociale rifiuti.

Si tratta di una misura obbligatoria, non decisa a livello locale, che viene applicata automaticamente alle bollette. Il bonus è destinato ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 9.530 euro, elevato a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli. Il meccanismo è analogo a quello già in vigore per i bonus relativi ad acqua, energia e gas.


Lo sapevamo tutti...

Sin dalla campagna elettorale, oltre un anno fa, come gruppo Ispra Cresce abbiamo affrontato con serietà il tema della fiscalità locale, consapevoli dei vincoli tecnici imposti dal metodo tariffario nazionale (MTR-2), che limita fortemente la possibilità di modificare le tariffe anno per anno. Salvo eventi eccezionali, che al momento non si sono verificati, le tariffe devono rimanere coerenti con il piano approvato.

Queste regole sono note. Lo sappiamo noi oggi che siamo in consiglio comunale nelle file dell’opposizione, lo sapevamo più di un anno fa quando abbiamo scritto il nostro programma elettorale, e ne era consapevole anche l'attuale sindaco Rosalina Di Spirito che per dieci anni è stata in minoranza. Insomma, tutti sapevamo che le tariffe TARI 2025 non potevano essere migliorate. Nonostante ciò, la maggioranza ha inserito l’impegno a rivederle nel programma di Si Amo Ispra, pur sapendo che non sarebbe stato realizzabile nel breve periodo. A distanza di un anno, di fronte all'evidenza dei fatti, l’unica giustificazione fornita è che l’impegno “non prevedeva una tempistica definita”. Ma un obiettivo politico privo di un orizzonte temporale e operativo non può essere considerato credibile.


Il voto di Ispra Cresce

Durante la seduta consiliare, abbiamo espresso voto contrario alla delibera, motivandolo con una dichiarazione di cui riportiamo qui alcuni estratti:

“Ci ritroviamo a discutere e votare su tariffe che derivano da un impianto economico-finanziario che per ovvie ragioni non abbiamo potuto né conoscere in anticipo né contribuire a costruire.”

All’epoca dell’approvazione del PEF, Ispra Cresce non sedeva ancora in Consiglio comunale. Non abbiamo preso parte alla costruzione del Piano su cui oggi si fondano le tariffe, e non ci assumiamo la responsabilità politica rispetto a un provvedimento che non ci appartiene.

“Questa condizione ci ha impedito di formulare ipotesi differenti, effettuare verifiche puntuali sui costi o proporre analisi sul bilanciamento tra utenze domestiche e non domestiche. Ci troviamo quindi oggi a dover rispondere politicamente di un provvedimento che non è frutto del nostro operato né delle nostre scelte.”

Abbiamo però voluto chiarire che non contestiamo le tariffe approvate perché pensiamo possano essere migliorate nell’immediato: non si poteva farlo nel 2024, non è possibile ora nel 2025. È una posizione che abbiamo sostenuto in aula e che qui confermiamo.

 

Un contesto che richiede realismo

I motivi per cui oggi è difficile, se non impossibile, pensare a una riduzione delle tariffe, sono diversi. I costi del servizio rifiuti restano elevati e difficilmente comprimibili. Sarebbe stato più utile riconoscere da subito questi limiti, evitando promesse che non potevano essere mantenute.

Inoltre, il quadro complessivo della finanza locale è in peggioramento. Lo ha ricordato anche il presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, nell’ultima Conferenza Ifel sulla finanza locale:

“Nei prossimi anni ... assisteremo a una compressione della spesa reale corrente dei Comuni. Il timore è che i Comuni possano avere difficoltà a erogare il livello di servizi offerti oggi, perché la capacità fiscale si sta completamente saturando.”

Amministrare oggi con un minimo di pragmatismo significa tenere conto di questo scenario. Significa sapere che le priorità nei prossimi anni saranno quelle di tutelare i servizi essenziali, in particolare nel sociale, e non sarà semplice trovare margini per ridurre i tributi locali.

A fronte di tutto questo, l’affermazione della Sindaca secondo cui l’obiettivo di ridurre la TARI sarà comunque perseguito, ci è sembrata un modo piuttosto superficiale di affrontare un tema che richiede studio, pianificazione e prudenza.

Noi non escludiamo che si possano trovare soluzioni per redistribuire più equamente i carichi tra le diverse tipologie di utenze, ma parlare adesso, genericamente, di riduzione per tutti, senza indicare coperture o strumenti concreti, non aiuta. Pensare di intervenire su questo equilibrio senza considerare le reali risorse dell’Ente è illusorio.

Prima o poi, su questo punto, l'amministrazione Di Spirito dovrà fare chiarezza. E riconoscere che sarebbe stato meglio non alimentare aspettative difficili da mantenere. Il problema - perché così è per moltissime famiglie - va affrontato senza demagogia e con uno studio serio per trovare misure e soluzioni che vadano incontro alle cittadine e ai cittadini.

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