top of page

Ciclopedonale di Barza: come si stabilisce una priorità?

  • Immagine del redattore: ispra cresce
    ispra cresce
  • 6 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

Un intervento da 600.000 euro per 630 metri. La domanda non è se sia utile, ma perché sia stato scelto prima di altri percorsi. Quando si parla di opere pubbliche, credo che la prima cosa da fare sia porsi delle domande semplici, ma possibilmente giuste.

 

A Barza sarà realizzato un percorso ciclopedonale. Il primo lotto riguarda il tratto dalla rotonda del JRC fino all’altezza di via Michelangelo, percorrendo le vie E. Fermi e Matteotti. È inoltre previsto, nel 2028, un secondo lotto, di cui però non è noto il tracciato.

 

Facendo due conti molto semplici, significa circa 1.000 euro per ogni metro di percorso. Una cifra importante, che mi ha portato a chiedermi: perché è stato scelto proprio questo intervento e non un altro? Magari uno di completamento, come quello sulla ciclopedonale di via Varese (anche solo per chiudere un'opera rendendola davvero fruibile)?

 

Il cantiere ancora aperto della ciclopedonale di via Varese e, in primo piano, Catia G. Spagnolo, capogruppo di Ispra Cresce in consiglio comunale
Il cantiere ancora aperto della ciclopedonale di via Varese e, in primo piano, Catia G. Spagnolo, capogruppo di Ispra Cresce in consiglio comunale

Di fatto i percorsi ciclopedonali mancanti sul territorio comunale sono ancora diversi.

Nel 2021 era stato elaborato uno studio di fattibilità che disegnava una rete articolata di collegamenti ciclopedonali tra frazioni, servizi, aree naturalistiche e luoghi di lavoro, stimandone anche i costi.

 

Tra i tracciati individuati nello studio – oltre a quello di Barza (via E. Fermi-via Matteotti-via Volta-via Mongini, 2025 metri) – figurano anche altri percorsi distribuiti in diverse zone del paese:

 

  • via Roma-via Europa (725 metri)

  • via Besana-via Bosco-via Garibaldi-via Lombardia (755 metri)

  • via Rozzolo (700 metri)

  • via Girolo-passaggio a livello-via dei Pini-via Cascine (1345 metri)

  • centro abitato (2447 metri)

  • via delle Fornaci (1032 metri)

  • piazzale Dante Alighieri-Fornaci (2000 metri)

 

Quello studio, però, non definiva priorità. Non diceva da quale percorso fosse opportuno partire, anche perché non era questo il suo compito.

 

Quando però si passa dalla mappa generale alla decisione concreta su quale tratto finanziare, mi aspetto che il perché venga spiegato in modo chiaro e verificabile. La motivazione della scelta di Barza è contenuta nello studio di fattibilità del percorso specifico che si intende realizzare. Lì si legge che:

 

La motivazione dell’Amministrazione risiede principalmente nella odierna forte percorrenza pedonale e ciclabile della strada da parte della cittadinanza residente e dei lavoratori del CCR.

 

A quel punto mi sono posta un'altra domanda: su quali dati si basa questa affermazione?

Se si investono 600.000 euro di risorse pubbliche, mi sembra ragionevole aspettarsi che la scelta sia stata fatta sulla base di elementi misurabili e confrontabili con altri possibili interventi. Nello studio di fattibilità non ho trovato dati che documentino questa forte percorrenza.

 

Ma che cosa si intende quando si parla di dati sulla percorribilità?

 

Oggi esistono diversi strumenti per misurare in modo concreto come le persone si muovono. Non si tratta di intuizioni o impressioni, ma di metodi ormai consolidati: conteggi manuali di ciclisti e pedoni in punti strategici, analisi delle tracce GPS raccolte dalle applicazioni e contatori automatici installati lungo i percorsi.

 

Questi strumenti permettono di capire quante persone utilizzano davvero un tratto di strada, in quali orari e come cambiano i flussi nel tempo. Senza dati di questo tipo diventa difficile mettere in relazione l’offerta di infrastrutture con la reale domanda di mobilità. (Fonte: Paolo Pinzuti e Gabriele Sangalli, From Bike to Business – per un approccio scientifico alla ciclabilità, Bikeitalia.it).

 

Per capire meglio come si possa affrontare questo tema, ho guardato anche a ciò che stanno facendo i comuni vicini. Anche perché proprio in questi giorni il Comune di Angera ha avviato un percorso per raccogliere dati e opinioni dei cittadini sulla mobilità.

 

Il vicesindaco di Angera, Milo Manica, mi ha spiegato che il Comune ha scelto di non elaborare un vero e proprio Piano della mobilità – molto impegnativo economicamente e più adatto a città grandi – ma uno strumento più agile:

 

Abbiamo optato per quella che chiamiamo un’Agenda della mobilità, in cui dei professionisti fanno rilevazioni sul campo e raccolgono dati già disponibili, arricchendoli anche con le esigenze del territorio, attraverso un questionario aperto alla cittadinanza.
È un modo per non calare dall’alto le scelte future, ma per appoggiarle su qualcosa che nasce dal basso. In questo modo le scelte possono essere basate su dati oggettivi e non su impressioni di pancia.
I professionisti incaricati hanno già raccolto alcuni dati e svolto interviste con amministratori e tecnici del Comune. Ora si apre una fase di consultazione pubblica di circa venti giorni. Successivamente tutte queste informazioni verranno analizzate per ricavare valutazioni oggettive su cui costruire l’Agenda.
L’obiettivo non è soltanto ragionare su viabilità e parcheggi, ma anche su collegamenti ciclopedonali, trasporto pubblico e più in generale sugli spazi pubblici del paese. Questo documento vuole fornire una base per i prossimi anni e per questo sarà collegato anche alla variante del PGT, così da orientare gli investimenti futuri.

 

Visto da fuori mi sembra uno strumento utile per orientare le scelte future.

Per la ciclopedonale di Barza, invece, non mi risulta essere stata fatta una raccolta di informazioni simili, lasciando dunque aperta la domanda da cui sono partita: come è stata stabilita la priorità di questo intervento?

Perché, ripeto, quando si tratta di investire risorse pubbliche, non basta solo definire se un’opera sia utile, ma anche se sia davvero la più necessaria tra quelle possibili e la più coerente con la visione futura del paese.

Commenti


© 2025 Ispra Cresce Blog – Politica locale, trasparenza pubblica, approfondimenti e informazione a Ispra (VA).

bottom of page