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Alzare la voce? Non ci interessa

  • Immagine del redattore: ispra cresce
    ispra cresce
  • 2 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel consiglio comunale che si è svolto mercoledì 29 aprile l’aula era piena. E non è una cosa scontata.


GRAZIE, davvero, a chi c'era!


I lavori si sono svolti in un clima molto diverso, e questo è un bene.


Forse però qualcuno si aspettava la bagarre. Lo dico perché, a fine seduta, un assessore mi ha fatto notare che si erano preparati per tutto il pomeriggio per rispondere alle nostre domande.


Mi sono chiesta: ma non dovrebbe essere normale prepararsi? Non solo quando si percepisce che l'aula sarà piena, ma per ogni singolo consiglio. È il minimo per il sindaco, per gli assessori e per tutti i consiglieri. E quindi negli altri consigli non è stato così?


Non so cosa si aspettassero... In ogni caso: tra i punti all’ordine del giorno c’era il rendiconto di gestione, cioè una fotografia in numeri di quello che è stato il 2025. Non ci sono stati interventi? Non direi. Quelli di Ispra Cresce li ho fatti mettere a verbale. Se non vengono considerati tali solo perché non suonano come attacchi, allora il problema è che non se ne comprende prima di tutto il senso e poi la funzione, che è quella del controllo.


Con le domande fatte ho voluto chiarire alcuni aspetti: capire se fossero emersi nuovi contenziosi, visto che il fondo accantonato è aumentato, e verificare che le spese dell’ente siano sotto controllo, dato che il risultato della gestione tipica del conto economico ha registrato un valore negativo. I rilievi sono stati fatti e sono stati messi a verbale.


Per quanto mi riguarda, il rendiconto 2025 non richiedeva ulteriori chiarimenti. Il nostro giudizio, come evidenziato nella dichiarazione di voto, è il seguente: il 2025 è stato un anno sostanzialmente fermo sugli investimenti e di gestione ordinaria per il resto (ovviamente in sintesi).


Se la giunta si era preparata con l’obiettivo di mettere in luce altro sull’azione amministrativa del 2025, avrebbe dovuto farlo, indipendentemente dagli interventi delle minoranze. Ma non lo ha fatto, lasciando che numeri senza sintesi avessero la meglio e perdendo ancora una volta un’opportunità importante, anche perché l’aula era piena. Il rilievo dell'assessore alla fine del consiglio mette in evidenza una mancanza della maggioranza, non della minoranza.


Se l'appello alla partecipazione è stato interpretato come un invito allo scontro, allora qualcuno ha capito male. Qualcuno si aspettava attacchi? Non era quello il mio intento. Volevo semplicemente riportare il consiglio a una dimensione normale. E penso anche che l’obiettivo sia stato centrato.


Per questo le battute di fine seduta mi sono sembrate fuori luogo e mi hanno dato l’impressione che il significato di quanto successo – una partecipazione più ampia e un confronto più ordinato – non sia stato colto fino in fondo.


Purtroppo scontiamo anni di fare politica amministrativa fuori dalle righe, distorta, basata sulla propaganda e non sui fatti. Questo ci ha abituato a confondere la forma con il contenuto: più urli, più sembri “contro”.


E questa è una critica che vale a 360 gradi, per tutti – anche per chi, sbagliando!, considera il nostro gruppo alla stregua di una maggioranza organica solo perché abbiamo un tono e una impostazione più "pacata".


A noi interessa anche far emergere la sostanza e la competenza. Ci interessa portare avanti alcune questioni che riteniamo importanti, controllare e fare il nostro lavoro con serietà.


Infine: la preparazione della giunta ce l’aspettiamo sempre!


P.S. All’assessore in questione ho chiesto se, preparandosi, non avessero per caso anche risposto alle interrogazioni tuttora inevase. Nessuna risposta, solo un sorriso.

Ecco, appunto.

 
 
 

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