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Ma i centri estivi comunali?

  • Immagine del redattore: ispra cresce
    ispra cresce
  • 27 ago 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Siamo alla fine dell’estate e le scuole stanno per ricominciare. Il tempo delle vacanze, lo confermano anche diverse ricerche, è un periodo fondamentale per la crescita: bambini e ragazzi imparano moltissimo anche fuori dalle aule, grazie a esperienze in famiglia, nello sport, nelle relazioni con i coetanei e nelle attività educative informali.

Ma tre mesi di pausa scolastica non significano vacanza anche per i genitori: la gestione quotidiana richiede organizzazione e, spesso, un supporto concreto. È qui che entrano in gioco i centri estivi.

 

Foto di repertorio
Foto di repertorio

A Ispra, un punto di riferimento storico è l’Oratorio San Giovanni Bosco, che ogni anno mette in campo un’esperienza capace di coinvolgere l’intera comunità educativa: ragazzi, animatori, famiglie e volontari. L’edizione 2025 lo conferma: 280 ragazzi iscritti, seguiti da 40 animatori e sostenuti da una trentina di volontari. Non si tratta semplicemente di “tenere occupati” bambini e ragazzi durante l’assenza della scuola, ma di offrire loro strumenti per crescere, relazionarsi e scoprire sé stessi, con un’alternativa accessibile ed economicamente sostenibile per le famiglie.

 

Le attività spaziano dai laboratori artistici ai giochi di gruppo, dai momenti spirituali alle esperienze di solidarietà fino alle gite. Il tutto in un clima di gratuità, corresponsabilità e accoglienza, che rende l’oratorio uno spazio aperto, anche a chi non appartiene alla comunità cattolica; è a tutti gli effetti un centro estivo con un’anima, dove si costruiscono legami, si esercita la responsabilità e si impara a vivere insieme. Un investimento prezioso, non solo per l’estate, ma per il futuro dell’intera comunità.

 

L’oratorio estivo si svolge in genere fino alle prime due settimane di luglio. Quando termina, sul territorio restano attive altre valide esperienze, in grado però di accogliere numeri più ridotti oppure con costi meno accessibili per le famiglie. In passato, in alcuni anni, il Comune aveva organizzato dei centri estivi e la nuova amministrazione aveva annunciato l’intenzione di riproporli. Per questo la domanda è: perché i centri estivi comunali non ci sono stati? A portarci su questo tema è stata la stessa sindaca.

 

Durante il consiglio comunale del 28 luglio scorso, Di Spirito ha nuovamente sfoderato un suo cavallo di battaglia ormai noto: sottolineare, ogni volta che può, le mancanze della precedente amministrazione. Un esercizio piuttosto abusato, che sta rischiando di diventare noioso.

Tra i punti toccati, quello dei contributi ministeriali per i centri estivi. Secondo quanto spiegato, nel 2022 e 2023 il Comune di Ispra ha ricevuto complessivamente 12.000 euro dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Soldi che poi sono stati restituiti, perché i centri estivi non sono stati organizzati.

«Abbiamo dovuto restituire dodicimila euro!» ha detto il sindaco con evidente disappunto.

 

Ma cosa è successo con i fondi concessi per il 2024 e il 2025? Non ci risulta che ci siano stati campi estivi del comune. E quindi?

Partiamo dal 2024. La nuova amministrazione entra in carica a giugno inoltrato: troppo tardi per far partire un centro estivo in extremis. Comprensibile. I fondi, pari a 6.095 euro, sono stati reimpiegati nel progetto Insieme è meglio, affidato alla Cooperativa Sociale Logos di Gallarate, che già cura i servizi socioeducativi del Comune.

 

Il progetto Insieme è meglio si è svolto tra ottobre e dicembre 2024, tre giorni a settimana, per un totale di 256 ore. Coinvolgeva due educatori professionisti e puntava a rafforzare le competenze relazionali ed emotive dei bambini, attraverso attività strutturate in piccoli gruppi.

Le attività erano suddivise in tre momenti principali:

  • tempo mensa: spazio per relazioni informali, con giochi di parole e racconti durante il pranzo;

  • tempo compiti: peer education e lavoro in gruppo;

  • discussioni tematiche: riflessioni guidate su emozioni, diversità e gentilezza.

 

Il tutto emerge da una determinazione del 29 novembre 2024 e successiva integrazione. Il progetto è stato finanziato con i fondi ministeriali per i centri estivi.

 

Un cambio di destinazione, quindi. Perché la precedente amministrazione aveva previsto di dare questi fondi alla parrocchia come contributo per i centri estivi – una scelta plausibile, tra l’altro adottata anche da Comuni vicini come Cadrezzate.

 

E oggi? Estate 2025.

La prima constatazione: con un anno intero a disposizione il campo estivo del comune non è stato comunque organizzato. Ispra però ha ottenuto un contributo ministeriale di 6.272 euro, come riportato nel decreto del Dipartimento per le Politiche della Famiglia del 17 giugno 2025.

Le risorse rientrano ancora nel Fondo nazionale per le politiche della famiglia (60 milioni di euro in totale), e devono essere utilizzate per iniziative socioeducative per minori da 0 a 17 anni, da svolgersi entro il 31 dicembre 2025.

I fondi possono essere usati anche in collaborazione con enti del territorio. Ma se non vengono impegnati entro il 31 dicembre 2025 o non spesi entro il 31 maggio 2026, vanno restituiti.

 

A questo punto le domande sono:

 

1.    Perché i centri estivi comunali non sono stati organizzati?

Forse non c’era abbastanza interesse da parte delle famiglie? Troppi pochi iscritti? Tutto possibile.

Ma – a quanto ci risulta – non è stato nemmeno fatto un sondaggio tra i genitori per stimare le potenziali adesioni. Eppure sarebbe bastato un modulo online per raccogliere opinioni e capire se ci fosse domanda.

 

2.    Come verranno usati i fondi 2025?

Potrebbero essere destinati a:

·      potenziare iniziative già esistenti;

·      supportare attività organizzate da enti del territorio;

·      avviare un nuovo progetto educativo sul modello del 2024.

 

3.    Cosa ne pensano le famiglie di Ispra?

Avreste mandato i vostri figli a un centro estivo comunale, se ci fosse stato? Vi sarebbe stato utile? Come vi siete organizzati quest’estate? E quale richiesta fareste per l’anno prossimo?

 

Scrivetecelo nei commenti.


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